L’UTILIZZO DELL’R-PET NEI PROCESSI FORM-FILL-SEAL

lunedì 11 ottobre 2021

AMB, azienda friulana attiva nel settore dei film rigidi e flessibili, ha ordinato a Bandera due nuovi impianti di estrusione destinati alla produzione di film in PET riciclato (r-PET) per applicazioni di termoformatura e FFS (Form-Fill-Seal). Le nuove linee, ognuna con capacità produttiva pari a 10mila tonnellate annue di film rigido, saranno destinate agli stabilimenti in Italia e nel Regno Unito, per servire i mercati locali.

La commessa formulata da AMB al costruttore italiano Bandera evidenzia due aspetti interessanti che si riferiscono al complesso settore del packaging alimentare: da una parte l’aumento della domanda di imballaggi termoformati, le cui applicazioni vanno dal lattiero-caseario a quello degli “umidi” più in generale, dall’altra l’esigenza sempre più pressante di soluzioni sostenibili.

L’r-PET rappresenta sicuramente un’alternativa consona a queste nuove tendenze, sia dal punto di vista della sua idoneità all’essere trasformato in termoformatura, sia in termini di sostenibilità, essendo l’r-PET il polimero con la maggiore disponibilità in Europa, il cui impiego è stato testato in svariate soluzioni, anche a contatto con alimenti o coestruso insieme al vergine in una foglia multylayer.

Indubbiamente la disponibilità di r-PET sul mercato, le caratteristiche fisico/meccaniche, e, non da ultimo, che sia uno dei pochi materiali oggetto di test ufficiali da parte di EFSA per l’idoneità al contatto alimentare, lo identifica come una soluzione vantaggiosa per soddisfare esigenze tecnico-prestazionali del materiale, nonché di impatto ambientale.

Le due linee Bandera acquistate da AMB lavoreranno probabilmente nel settore lattiero-caseario. L’azienda friulana sottolinea come “in Italia, la crescita del mercato lattiero-caseario richiede capacità di confezionamento aggiuntive. A livello internazionale, molti sistemi di riciclaggio si sono già adattati alla riciclabilità di r-PET per FFS e termoformatura. Sulla scia di questo sviluppo, AMB ha investito in due macchinari di estrusione, per rispondere alle esigenze di imballaggi riciclabili da parte di consumatori e di clienti”.

L’abbinamento del processo FFS in uno specifico settore, quello lattiero-caseario individua anche altri polimeri, differenti dal PET, come ad esempio il Polistirene.

Il Polistirene, materiale di eccellenza della FFS nel settore lattiero casearioper le caratteristiche fisico/meccaniche e l’eccellente processabilità, tuttavia lamenta ancora una carenza di disponibilità sul mercato, soprattutto quando il brand owner deve commisurare nella sua strategia di marketing anche l’aspetto ambientale.

D’altra parte, la filiera degli Stirenici, attraverso la Styrenics Circular Solutions (SCS) è impegnata nello sviluppo del riciclo del Polistirene, come di seguito riportato:

  1. Un r-PS da riciclo meccanico, che possa essere utilizzato nelle applicazioni a contatto con alimenti
  2. Lo sviluppo delle tecnologie di riciclo chimico del Polistirene da post-consumo

L’impiego dell’r-PET nel settore lattiero-caseario con processi FFS disegna, allora, un nuovo scenario che rappresenta un’alternativa possibile in un ambito applicativo che fino ad oggi è stato presidio di altri polimeri ma che scontano tuttavia una temporanea debolezza quando le esigenze del mercato contemporaneo richiamano imprescindibili aspetti legati alla sostenibilità dei materiali. Al fine di allontanare l’ipotesi di uno scenario “monopolimero”, gli sviluppi futuri del settore delle materie plastiche dovranno necessariamente agevolare, sia sotto il profilo tecnico, sia da un punto di vista dei sistemi di gestione e riciclo dei rifiuti, un maggior impiego di tutti i polimeri nella loro versione riciclata.

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