“Greenwashing” in giudizio

martedì 21 dicembre 2021

Il Tribunale di Gorizia, a seguito di un ricorso d’urgenza presentato da Alcantara nei confronti di Miko, società friulana che commercializza 'Dinamica', un materiale in microfibra utilizzato anche su alcuni modelli di auto, ha emesso la prima ordinanza cautelare di un Tribunale Italiano (e tra le prime in Europa) in materia di greenwashing.

Ne dà notizia Save the Planet - nella la conferenza stampa durante la quale la Presidente Elena Stoppioni ha precisato come questa iniziativa "può diventare una prima, fondamentale case history che in tema di greenwashing può essere caso di giurisprudenza”. L’Amministratore Delegato Andrea Boragno ha poi spiegato le ragioni del ricorso di Alcantara, costretta a seguire le vie legali per impedire che una comunicazione ingannevole su questioni delicate come la tutela dell’ambiente e della salute potessero passare inosservate e aprire la strada a una pratica che potrebbe condizionare la condotta dei consumatori.

Il tema del greenwashing, oltre ad essere attuale è di estrema sensibilità e per questo l’ordinanza cautelare potrebbe fare giurisprudenza perché, ha spiegato l’avvocato Gianluca De Cristofaro di LCA, «rileva come le virtù ecologiche decantate da un’impresa o da un prodotto possono influenzare le scelte di acquisto; le dichiarazioni ambientali devono essere basate su dati scientifici presentati in modo comprensibile». 

A questo proposito, un recente studio condotto da McKinsey evidenzia come sono circa il 70% i consumatori che nelle loro scelte di acquisto sono pronti a scegliere prodotti eco-sostenibili rispetto a quelli tradizionali, anche affrontando una spesa maggiore e costi più elevati. Ancora: secondo un sondaggio di Quilter, il greenwashing è la principale preoccupazione per quasi metà degli investitori (44%), sempre più attivi sul fronte delle obbligazioni verdi.

Nell’ordinanza, il Tribunale di Gorizia ha evidenziato che “la sensibilità verso i problemi ambientali è oggi molto elevata e le virtù ecologiche decantate da un’impresa o da un prodotto possono influenzare le scelte di acquisto, le dichiarazioni ambientali verdi devono essere chiare, veritiere, accurate e non fuorvianti, basate su dati scientifici presentati in modo comprensibile”.

Dopo aver ribadito l’esigenza di chiarezza, veridicità e accuratezza, con riferimento ad alcuni claim (quali ad esempio “amica dell’ambiente” e “scelta naturale”) il Tribunale di Gorizia ha affermato che “sono sicuramente molto generici e sicuramente creano nel consumatore un’immagine green dell’azienda senza peraltro dar conto effettivamente di quali siano le politiche aziendali che consentono un maggior rispetto dell’ambiente e riducano fattivamente l’impatto che la produzione e commercializzazione di un tessuto di derivazione petrolifera possano determinare in senso positivo sull’ambiente e sul suo rispetto”.

Sulla base di tali principi, oltre che del potenziale pericolo per Alcantara, il Tribunale ha ordinato a Miko la cessazione della diffusione i diversi claim riferiti al materiale Dinamica tra cui: “La prima microfibra sostenibile e riciclabile”, “100% riciclabile”, “Riduzione del consumo di energia e delle emissioni di CO2 dell’80%”, “Amica dell’ambiente”, “Scelta naturale” e “Microfibra ecologica”. Nel mirino, anche le “informazioni non verificabili e ingannevoli sul contenuto di materiale riciclato del prodotto”.

Antonello Ciotti, presidente CPME (Associazione Europea dei produttori di Poliestere), presente durante la conferenza stampa di Save the Planet, ha sottolineato come il contenuto di riciclato negli articoli non sia un argomento da sottovalutare, rispetto al quale esige la massima cautela nelle dichiarazioni a tal riguardo. Anche la recente direttiva 904/2019/UE sulle plastiche monouso "richiede entro il 2025 che in ogni Paese membro dell’EU, ogni bottiglia contenga almeno il 25% di PET riciclato". Di fronte a "dichiarazioni che possono alterare la leale concorrenza oltre che ingannare il consumatore, c’è la necessità di ricorrere a best practices riconosciute a livello internazionale per definire esattamente il contenuto di riciclato, specialmente in questa fase in cui il costo del materiale riciclato è di gran lunga superiore a quello vergine".

Il tribunale di Gorizia, con l'ordinanza del 25 novembre 2021 R.G. 2021/712, ha ordinato infine la pubblicazione della decisione sul sito di Miko per 60 gg successivi all'emissione dell'ordinanza e l’invio della stessa ad alcuni clienti di Miko.

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