QUARTO CATALOGO SUSSIDI AMBIENTALMENTE FAVOREVOLI E DANNOSI, IL SALDO È NEGATIVO.

giovedì 10 febbraio 2022

Come previsto dalla Legge sull’economia verde e l’efficienza delle risorse (L. 221/2015, art.68), la Direzione Generale per la Crescita Sostenibile e la Ricerca e Sviluppo del Mite ha esaminato la lista dei sussidi che hanno impatto sull’ambiente. Nella nozione di sussidi rientrano incentivi, agevolazioni, finanziamenti agevolati ed esenzioni. Il Mite presenterà un piano di uscita dai sussidi ambientalmente dannosi, in linea con il pacchetto Fit for 55% entro la metà del 2022.

Quanto ai risultati dello studio che per la prima volta fornisce una stima dei sussidi dannosi alla biodiversità considerata a se stante, sorprende constatare che i sussidi elargiti dal Governo che rappresentano un danno per l’ambiente sono in maggioranza rispetto a quelli che apportano un beneficio ambientale.

Infatti, il 4° Catalogo stima a 17,6 miliardi di € i sussidi ambientalmente favorevoli (SAF) nel 2019 e a 18,9 nel 2020. I sussidi ambientalmente dannosi (SAD) sono stimati a 24,5 miliardi di € nel 2019 e a 21,6 nel 2020 (quelli di incerta classificazione rispettivamente a 12,9 e 13,6). Fra i dannosi, i sussidi alle fonti fossili (FFS) sono stimati a 15,0 miliardi di € per il 2019 e a 13,1 per il 2020. I sussidi alle fonti fossili sono particolarmente importanti in relazione agli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima.

Fra i sussidi maggiormente favorevoli, emerge l’incremento del fondo per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni di CO2, la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane e i finanziamenti per le energie rinnovabili. Fra i sussidi considerati dannosi, l’Iva agevolata per case di abitazione non di lusso e il differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio.

Lo studio, condotto in uno scenario condizionato dalla pandemia, i cui sussidi tuttavia non sono stati contati in questo studio, ha dovuto comunque confrontarsi con stime sugli impatti di determinate misure economiche di sussidio e temporaneità di altre.

A questo proposito, lo studio sottolinea che “una riflessione è in corso sul come legare nelle prossime edizioni la valutazione dei sussidi ai sei criteri ambientali della Strategia e della Tassonomia sulla finanza sostenibile europee (art. 9 Regolamento 2020/852/UE). Come noto, numerosi sussidi accolti in questo Catalogo includono elementi di stima e altri sono ancora da quantificare. Altri verranno identificati nelle prossime edizioni. Molti sussidi sono stati introdotti nel periodo dell’emergenza Covid-19 e non sono inclusi nelle stime, dato il loro carattere emergenziale e straordinario, verosilmente transitorio e comunque in rapida evoluzione. La transizione ecologica non può basarsi solo su strumenti regolamentari e su divieti, o contare esclusivamente su approcci volontari e buona educazione; c’è bisogno anche di strumenti economici che coprano le esternalità ambientali, segnalino la scarsità delle risorse, orientino consumi e produzioni, contrastando la perdita di biodiversità, tutelando mari e oceani, arricchendo il capitale naturale, bloccando i cambiamenti climatici. In molti casi economia e ambiente comportano delle scelte alternative in contrasto fra loro; ma molte altre scelte possono muoverli nella stessa direzione. Con l’aiuto degli esperti di altre Pubbliche Amministrazioni, Organizzazioni Internazionali, Regioni ed Enti Locali, Associazioni di Imprese e Sindacali, Organizzazioni Non Governative, Fondazioni, Università e Centri di Ricerca - a cui siamo particolarmente grati per la messa a disposizione di dati e riflessioni - e il contributo scientifico del gruppo di Economia Ambientale della Sogesid, l’analisi potrà continuare, arricchirsi e contribuire alla conoscenza e al dibattito di policy”.

Il Documento è disponibile al seguente link

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