Revisione direttiva imballaggi: Confindustria c’è.

martedì 26 aprile 2022

Le politiche europee relative all’applicazione dei principi dell’economia circolare finalizzate a rendere i prodotti più sostenibili e ridurre la produzione di rifiuti hanno individuato sette aree di azione dove sono prioritari interventi mirati da parte degli stati membri (plastica; tessile; rifiuti elettronici; cibo e acqua; imballaggi; batterie e veicoli; edifici e costruzioni). La Commissione UE ha strutturato nel 2020 il Nuovo Piano d'azione per l'economia circolare per un'Europa più pulita e più competitiva che prevede anche la revisione della disciplina relativa agli imballaggi. In questo contesto saranno esaminati diversi ambiti di intervento che condizioneranno l’uso e la produzione degli imballaggi con riferimento agli obiettivi di miglioramento della progettazione per promuovere il riutilizzo e il riciclaggio, dell’impiego di materiale riciclato e della riduzione della sovrabbondanza di imballaggi nel mercato con conseguente produzione di rifiuti.

In vista dei lavori preparatori per la revisione della Direttiva imballaggi, Confindustria ha pubblicato un position paper che esprime piena disponibilità ad una collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica per seguire al meglio tale fase strategica per una parte importante dell’economia italiana.

Dal position paper di Confindustria emerge una preoccupazione che porta il settore industriale a richiamare l’attenzione del Ministero sull’opportunità di un’indispensabile confronto per non snaturare ciò che il sistema di gestione dei rifiuti italiano, esempio di eccellenza nel panorama mondiale, abbia già costruitoi, al contrario è importante che nel contesto delle proposte sul nuovo pacchetto economia circolare, il nostro Paese agisca per difendere il modello produttivo nazionale.

Tale posizione diventa ancor più importante anche alla luce dei piani programmatici in tema di economia circolare che sono già in fase di sviluppo, legati al PNRR e a tutte le risorse allocate per agevolare la transizione ecologica; “rimettere in discussione questo modello che stiamo andando a rafforzare e consolidare con gli investimenti del PNRR, rischia di vanificare gli sforzi e gli obiettivi raggiunti finora, in modo paradossale. Assicurare la giusta coerenza tra la futura disciplina UE e gli obiettivi del PNRR è essenziale anche con riferimento alle riforme strutturali che il Piano ha previsto a corollario degli investimenti per l’economia circolare.

 

 

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